La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo.
Il nostro tempo.
Noi cresciamoe maturiamo collezionando queste esperienze. Sono queste che poi vanno a definirci. Alcune sono più importanti di altre perché formano il nostro carattere. Ciinsegnano la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, la differenza tra il bene e il male.
Cosa essere e cosa non essere. Ci insegnano cosa vogliamo diventare.
In tutto questo alcune persone alcune cose si legano a noi in modo spontaneo e inestricabile.
Ci sostengono nell’esprimerci e nel realizzarci, ci legittimano nell’essere autentici e veri.
Si ho scritto scoppiati. Cos’è lo scoppiato? a tal riguardo potrei scrivere una pergamena, ma mi limiterò a pochi esempi.
Uomo di 50 anni circa, separato che crede di vivere ancora negli anni “70″ e fra una canna e l’altra ci prova con chi non dovrebbe.
I ragazzi di oggi che vogliono intraprendere la carriera di giornalista scrivendo la “K” invece della “CH” e guai a far notare l’errore, si potrebbe incorrere in una vera aggressione non solo verbale.
Uomo “si fa per dire” che fa la puttana, in malo modo, per fare carriera.
Donna adulta la cui unica preoccupazione è di fare le cose per piacere agli altri.
Uomo di chiesa che fa le cose più impensabili per avere le attenzioni di una ragazzina dell’est, mentre predica bene ma razzola male
Questi sono solo alcuni degli scoppiati che vedo in giro, ma a dirla tutta ci sto dentro anche io in questo calderone…forse siamo tutti scoppiati dentro.
Il tuo cuore lo porto con me,
Lo porto nel mio,
Non me ne divido mai,
Dove vado io, vieni anche tu… mia amata,
Qualsiasi cosa venga fatta da me, la fai anche tu… mia cara,
Non temo il fato, perché il mio fato sei tu… mia dolce,
Non voglio il mondo, perché il mio mondo, il più bello,il più’ vero… sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
Radice di tutte le radici,
Germoglio di tutti i germogli,
Cielo dei cieli di un albero chiamato vita
Che cresce più alto di quanto l’anima spera
E la mente nasconde
La meraviglia che le stelle separa,
Il tuo cuore esiste nel mio…
Ecco il segreto più profondo
Che nessuno conoscerà’ mai
Radice delle radici
Germoglio dei germogli
E cielo dei cieli di un albero chiamato vita
Che cresce più alto di quanto l’anima possa sperare
Più vivo di quanto la mente possa celare
Prendo il tuo cuore lo porto con me
L’unica autentica verità. È la causalità. Azione /Reazione e tutto ciò che non risponde a questa legge è dovuto al caso. Tutto comincia con una scelta? Forse.
Forse la scelta è solo un’illusione imposta da chi ha potere e chi non ne ha.
All’inizio un impeto emotivo, il calore e il cuore che batte, non ci si capacita. Non si riesce a capire da cosa dipenda, qual è la ragione non ha più importanza. I perché e le ragioni evaporano e ad avere importanza resta solo l’emozione in sé.
Questa è la natura dell’Universo, contro questa cosa noi lottiamo, ma dietro alla nostra composta apparenza la verità è che siamo assolutamente SENZA CONTROLLO.
CAUSALITà, non si sfugge ne saremo sempre assoggettati.
Il perché è la vera fonte di potere, senza di esso si è impotenti.
Quando vai al cinema e sei al buio e non trovi il tuo posto, bene, io mi sento così! Cerco cerco, ma non lo trovo.
Tutti cercano qualcosa. Si cerca in continuazione, a volte, senza sapere esattamente cosa.La ricerca è sancita dai sogni, illusioni, aspirazioni immaginazione.
Ricerca che avviene al buio totale.
Ricerca che ci fa perdere di vista quello che abbiamo che un giorno perderemo e il ciclo ripartirà.
REPEAT
Tutto ricomincia come quando sono al cinema e non trovo il mio posto cerco cerco , ma non lo trovo.
Una mattina ti svegli e la tua vita non sembra più la stessa .
Vivere la vita senza potere sulle scelte e sul tuo corpo, questa è pazzia sembra facile “ecco qui”
Tutti sono ossessionati da qualcosa o qualcuno. Possiamo tentare di tagliare il dolore con un bisturi o chiuderlo in fondo a un cassetto. L’unico modo per liberare la mente dalle angosce è voltare pagina oppure dar pace a una vecchia storia, finalmentedarle pace.
.. ..Il cambiamento non ci piace, ma non possiamo evitare che arrivi, o ci adattiamo o rimaniamo indietro. Crescere è doloroso, chiunque vi dica il contrario mente.
Il cambiamento a volte lo si accoglie a braccia aperte speranzosi in un cambiamento migliorativo per la nostra vita.
Altre volte invece il cambiamento si scaccia a pedate perché non si vuole accettare quel fendente che ci ha trafitto senza pietà.
La verità è che a volte più le cose cambiano e più restano le stesse e qualche volta il cambiamento è tutto.
Tocco la tua bocca, con un dito tocco l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano disegna.
Mi guardi, mi guardi da vicino, ogni volta da più vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi ingrandiscono, si avvicinano fra loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano tiepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nei loro recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, carezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.
Suona la sveglia …ho inserito una musica dolce …. per non incazzarmi di primo mattino. Mi alzo dal letto mi passo una mano fra i capelli e scendo di corsa in cucina a fare il caffè. Accendo la radio e mi siedo nell’attesa che la moka fischi……fiuuuu…è pronto. Mi trascino con gli occhi incollati a versarmiil caffè, (sono ormai maestra nel non bruciarmi), nella tazzina e faccio colazione….solo caffè ovviamente…è il massimo che riesco a buttar giù alle 6.30 del mattino. Risparmio a tutti quello che viene dopo la mia pseudo colazione….non vorrei annoiare nessuno. Pronta e pimpante (si fa per dire) preparo la borsa con le varie scartoffie e mi avvio a lavoro.Pensavo che dovesse essere un giorno come tanti, mi sbagliavo! La macchina non vuole saperne di mettersi in moto…stò stronzo….si perché è un lui..mi sembra ovvio…cosa avrà che non và?! Bhò…. io sono negata in fatto di auto e non mi impegno nemmeno! Stà di fatto che sono a piedi, e ora? Sono nella merda! Faccio un giro di telefonate e finalmente trovo un’anima pia che si offre (dietro mia insistenza e promessa di ricambiare il favore) ad accompagnarmi al lavoro. Arrivata sul posto di lavoro, come mio solito, mi reco al Bar per prendere un caffè, ma questo è chiuso per lutto! Che culo che ho oggi. Ne faccio a meno e salgo in ufficio.
“Buongiorno”
“Buongiorno”
Saluto i vari colleghi e mi fiondo nel mio ufficio, non ho molta voglia di socializzare oggi.
Breaksono le ore 10.30 e io ho bisogno di un caffè…che vado a prendere con i miei colleghi al Bar concorrente di quello che è in lutto. Le solite chiacchiere e pettegolezzi. La mia collega racconta del suo ultimo flirt, un tipo conosciuto a una festa tanto carino e di poche parole dal capello lungo e il vuoto in mezzo, ma bravo per altri versi! Il mio collega racconta della fissa della moglie per i materassi in lattice, ha speso un patrimonio per comprarne uno e spiega a noi la qualità del lattice, la garanzia ventennale ….pubblicità occulta per avere uno sconto se porta altri clienti. Luca, invece, è di poche parole. Parla poco di lui, ma con gli occhi riesce a dire molto di più. Prendiamo insieme il caffè e mi soffermo a leggere il giornale e per non fare l’intellettuale della situazione mi soffermo a leggere l’oroscopo che dice:
La luna contro fino a giovedì. Le finanze non vanno a gonfie vele e l’amore va così e così. Non devi fare mosse azzardate. Io e Luca scoppiamo a ridere e lui mi invita ad uscire domani sera, che è mercoledì, (forse per esorcizzare la situazione) dicendomi che è giunta l’ora di sfidare le stelle!
Io? Accetto, ovvio. È interessante e carino!
È arrivata l’ora x. I miei colleghi sono tutti davanti l’uscio della porta dei loro rispettivi uffici, pronti allo scatto finale, come segugi puntano la macchinetta… altare della loro presenza sul posto di lavoro. Si scalpita ed ecco lo scatto finale tutti corrono (come bimbi all’uscita da scuola) braccia in alto e passo veloce. Si vuol evitare la fila, ma è arduo!
Io sono l’ultima, come al solito!
E ora come torno a casa? Passa Luca e si offre di accompagnarmi. È anche un gentleman. Accetto ben volentieri con un pizzico di imbarazzo! Nel lettore mp3 risuona una canzone dei Violent Femme, mica male il tipo! Lungo il tragitto si parla di frivolezze, arrivati sotto casa mia ci salutiamo.
Monica Caira Monticelli “La Morale di Pietra” pubblicato da Davide Zedda Editore 2007.
Libro che mi è stato segnalato da un’amica su aNobii. Bassa Ciociaria, qui Pietra è nata e cresciuta nella povertà più devastante. La seconda Guerra Mondiale è il proscenio dove si susseguono le vicende familiari e la tragedia che segnerà la vita della nostra dolce Pietra. Pietra allontanata dalla “famiglia” è costretta a ricostruire la sua vita.
L’autrice ha esplorato quel vortice che ingloba ognuno di noi nel momento in cui la vita ci schiaffeggia selvaggiamente , in questo posso dire soltanto che Monica Caira è stata Maestra.
Monica Caira è riuscita a far uscire Pietra dalle pagine del suo romanzo per urlare il suo dolore. Puro dolore. Il dolore di Pietra è un dolore silenzioso e proprio per questoancor più drammatico.
Non leggevo una storia così intensa, crudele, appassionante e vera da tempo immemore. Letto nell’arco di poco più di due ore l’ho riletto perchè ne sentivo l’esigenza fisica.
Storia di sacrifici, rinunce di cui la più atroce è il rifiuto, strozzato, degli affetti e per cosa? Per riuscire a sopravvivere al Mondo. Pietra una donna le cui scelte meritano un rispettoso silenzio.
Monica Caira ha uno stile asciutto, vibrante e immediato.
L’unico neo in tutto ciò è il non sapere dove, come, quando e se ci sarà un altro romanzo della nostra Monica Caira….nel frattempo incrocio le dita!.
Un ringraziamento speciale a Monica per avermi regalato questo vortice di emozioni.