Feed on
Articoli
Commenti

A che bell’ò cafè

 

 

 

Suona la sveglia …ho inserito una musica dolce …. per non incazzarmi di primo mattino. Mi alzo dal letto mi passo una mano fra i capelli e scendo di corsa in cucina a fare il caffè. Accendo la radio e mi siedo nell’attesa che la moka fischi……fiuuuu…è pronto. Mi trascino con gli occhi incollati a versarmi  il caffè, (sono ormai maestra nel non bruciarmi), nella tazzina e faccio colazione….solo caffè ovviamente…è il massimo che riesco a buttar giù alle 6.30 del mattino. Risparmio a tutti quello che viene dopo la mia pseudo colazione….non vorrei annoiare nessuno. Pronta e pimpante (si fa per dire) preparo la borsa con le varie scartoffie e mi avvio a lavoro.  Pensavo che dovesse essere un giorno come tanti, mi sbagliavo! La macchina non vuole saperne di mettersi in moto…stò stronzo….si perché è un lui..mi sembra ovvio…cosa avrà che non và?! Bhò…. io sono negata in fatto di auto e non mi impegno nemmeno! Stà di fatto che sono a piedi, e ora? Sono nella merda! Faccio un giro di telefonate e finalmente trovo un’anima pia che si offre (dietro mia insistenza e promessa di ricambiare il favore) ad accompagnarmi al lavoro. Arrivata sul posto di lavoro, come mio solito, mi reco al Bar per prendere un caffè, ma questo è chiuso per lutto! Che culo che ho oggi. Ne faccio a meno e salgo in ufficio.

“Buongiorno”

“Buongiorno”

Saluto i vari colleghi e mi fiondo nel mio ufficio, non ho molta voglia di socializzare oggi.

Break  sono le ore 10.30 e io ho bisogno di un caffè…che vado a prendere con i miei colleghi al Bar concorrente di quello che è in lutto. Le solite chiacchiere e pettegolezzi. La mia collega racconta del suo ultimo flirt, un tipo conosciuto a una festa tanto carino e di poche parole dal capello lungo e il vuoto in mezzo, ma bravo per altri versi! Il mio collega racconta della fissa della moglie per i materassi in lattice, ha speso un patrimonio per comprarne uno e spiega a noi la qualità del lattice, la garanzia ventennale ….pubblicità occulta per avere uno sconto se porta altri clienti. Luca, invece, è di poche parole. Parla poco di lui, ma con gli occhi riesce a dire molto di più. Prendiamo insieme il caffè e mi soffermo a leggere il giornale e per non fare l’intellettuale della situazione mi soffermo a leggere l’oroscopo che dice:

La luna contro fino a giovedì. Le finanze non vanno a gonfie vele e l’amore va così e così. Non devi fare mosse azzardate. Io e Luca scoppiamo a ridere e lui mi invita ad uscire domani sera, che è mercoledì, (forse per esorcizzare la situazione) dicendomi che è giunta l’ora di sfidare le stelle!

Io? Accetto, ovvio. È interessante e carino!

È arrivata l’ora x. I miei colleghi sono tutti davanti l’uscio della porta dei loro rispettivi uffici, pronti allo scatto finale, come segugi puntano la macchinetta… altare della loro presenza sul posto di lavoro. Si scalpita ed ecco lo scatto finale tutti corrono (come bimbi all’uscita da scuola) braccia in alto e passo veloce. Si vuol evitare la fila, ma è arduo!

Io sono l’ultima, come al solito!

E ora come torno a casa? Passa Luca e si offre di accompagnarmi. È anche un gentleman. Accetto ben volentieri con un pizzico di imbarazzo! Nel lettore mp3 risuona una canzone dei Violent Femme, mica male il tipo! Lungo il tragitto si parla di frivolezze, arrivati sotto casa mia ci salutiamo.

“A domani”

“Si a domani”

(PLB)

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

 

 

 

 

 

La Morale di Pietra

 

“Se non concedi nulla, nulla avrai in cambio”

Monica Caira Monticelli “La Morale di Pietra” pubblicato da Davide  Zedda Editore 2007.

 Libro che mi è stato segnalato da un’amica su aNobii. Bassa Ciociaria, qui Pietra è nata e cresciuta nella povertà più devastante. La seconda Guerra Mondiale è il proscenio dove si susseguono le vicende familiari e la tragedia che segnerà la vita della nostra dolce Pietra. Pietra allontanata dalla “famiglia” è costretta a ricostruire la sua vita.

L’autrice ha esplorato quel vortice che ingloba ognuno di noi nel momento in cui la vita ci schiaffeggia selvaggiamente , in questo posso dire soltanto che Monica Caira è stata Maestra.

Monica Caira è riuscita a far uscire Pietra dalle pagine del suo romanzo per urlare il suo dolore. Puro dolore. Il dolore di Pietra è un dolore silenzioso e proprio per questo  ancor più drammatico.

 Non leggevo una storia così intensa, crudele, appassionante e vera da tempo immemore. Letto nell’arco di poco più di due ore l’ho riletto perchè ne sentivo l’esigenza fisica.
Storia di sacrifici, rinunce di cui la più atroce è il rifiuto, strozzato, degli affetti e per cosa? Per riuscire a sopravvivere al Mondo. Pietra una donna le cui scelte meritano un rispettoso silenzio.

Monica Caira ha uno stile asciutto, vibrante e immediato.

L’unico neo in tutto ciò è il non sapere dove, come, quando e se ci sarà un altro romanzo della nostra Monica Caira….nel frattempo incrocio le dita!.  

Un ringraziamento speciale a Monica per avermi regalato questo vortice di emozioni.   

(PLB)

 

    

   

  

 

Giorni fa parlavo con un mio amico del più e del meno ed è saltata fuori la frase: Generazione senz’anima.

Noi trentenni di questo decennio siamo una generazione senz’anima? Forse si.

Si vive di apparenze e piccole bugie (forse bianche, chissà).

Un grande del passato disse: Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero. (Oscar Wilde).

Verissimo e tristissimo.

Che esistenza conduciamo se siamo sempre intenti a sparare cazzate sul tenore di vita. Guai a rivelare che non si arriva a fine mese o si fanno le vacanze con il mutuo.

Sparare cazzate  sugli amici sempre tanti e pronti a porgerti la mano se in difficoltà, ma quando?

Sparare cazzate sul proprio compagno/a l’essere più premuroso/a dolce e leale di questa terra, ma in realtà ci cornifica con la prima/o che capita per semplice spirito di trasgressione, ma poi fa il/la dolce e tutto passa.

Bisogna salvare la faccia e allora…Mentire Mentire Mentire sempre…   mentre la coscienza danza!

Bhè a dirla tutta di individui così ne ho le tasche piene….

Mentire

Mentire

Mentire sempre! Mentire per dare un’immagine di sé sana. Integrata nella società (degli stronzi) si  quei tipi che magari tra le loro mura casalinghe si trasformano in altro.

Portando avanti questa politica di vita ci si trasforma lentamente e quando si vuol tornare indietro è ormai troppo tardi.

Noi trentenni di oggi cosa vogliamo veramente?

Cosa vogliamo tenere lontano da noi?

Alcuni riscoprono le proprie radici vivendo il presente .

Altri, invece, vogliono…e per ottenere ciò che vogliono sono disposti a vendersi l’anima…..forse otterranno anche….ma poi?

 

 

 

 

 

 

 

 (PLB)

TUTTO HA UN PESO

 

  

 

 Tutto ha un peso….da quello che ti urla la bilancia a quello delle proprie scelte .

Uomini impomatati e profumati che si fiondano nelle Beauty Farm con pacchetto massaggi, ma guai a fargli  notare che si curano ossessivamente.

Noi donne invece, al peso siamo molto attente. Dieta, sport e “vita sana”, ma sono guai se l’uomo non rimarca, anche velatamente, quanto sia affascinante la sua donna. Se ciò non avviene…cari uomini preparatevi all’irreparabile.  Noi donne siamo tutto, ma mai cesse, ricordatevelo. La vostra ragazza, se non apprezzata adeguatamente,  potrebbe farvela pagare in mille modi, sarebbe così sottile da rendere la vostra vita un vero Purgatorio!

Noi donne ci incazziamo sempre e per tutto?!! Si, forse è vero! È nella nostra indole fare le stronzette. Se non ci sentiamo lusingate/amate allora scatta la Wonder Woman che è in ognuno di noi …incrociamo i polsi e deviamo i cattivi pensieri infondendo il nostro tocco femmineo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 La lingua può essere bugiarda, ma gli occhi non mentono, quindi allenatevi, cari uomini.

La pesantezza, la necessità e il valore sono tre concetti legati tra loro: solo ciò che è necessario è pesante, solo ciò che pesa ha valore.

Meditate!

Qual è la vostra scelta?  

 

 

 (PLB)

 

 

 

L’ODIO

 

Film di Mathieu Kassovitz . Genere Drammatico in B/N. Produz. Francia 1995

Quartiere periferico di Parigi.  Scoppia la rivolta  nelle banlieue  dopo un pestaggio ad opera della polizia. Ci sono tre amici: Vinz, Said e Hubert.  Tre  ragazzi disoccupati, arrabbiati e senza futuro. La giornata balorda inizia quando  Vinz  decide di usare la pistola che ha preso a un poliziotto durante uno degli scontri. È qui che cova un odio profondo, generazionale, prepolitico contro una società che sembra escludere in modo inesorabile chi non è fin dall’inizio inserito nel giro giusto. Questo film l’ho visto per la prima volta nel lontano 1996. A distanza di anni a me sembra ancora tutto uguale, se non peggio. Le cose non sono migliorate, anzi.  A voi capitano momenti in cui vi sentite delle merde? E quali sono questi vostri momenti? I miei? sono tanti, davvero. Mi sento una merda quando provo quel senso di disagio che la società infligge a noi giovani che cerchiamo, disperatamente, di crearci un futuro.. haimè molto nebuloso.  Lo sprofondo dove siamo non ci spaventa è  l’epilogo  il vero problema.   

Liberté, Égalité, Fraternité,  Inculatè …..si perchè è questo che ci tocca!  I pregiudizi quotidiani, di ogni genere, sono duri a morire. Non ci sono persone cattive o persone buone, ma solo anime belle e anime brutte. Voi a quale categoria di anime appartenete? 

 

 

 

 

 

 

(PLB)

AMICIZIA

Che cos’è l’Amicizia?

Si può quantificare? A cosa si può paragonare? Chi sono gli amici? e chi i falsi amici? Noi tutti  crediamo di avere rapporti sociali, familiari e sentimentali  ben solidi, fin quando non accade l’impensabile!

no non può essere vero, perchè avrà fatto così? forse è colpa mia, si sarà andata così. Avrò fatto qualcosa che ha scatenato questo allontanamento! 

E quando accade un evento drammatico nella nostra vita? gli amici dove sono? Perchè non raccolgono le nostre lacrime? Perchè non ci tengono per mano? Ogni volta che una persona, considerata amica, si rivela altro tutti noi per prima cosa ci poniamo una serie di domande di routine!

Cosa ho fatto? Ma perchè? Forse quando….e tante altre cose che si aggrovigliano nella mente. Questa è autodifesa, si, a un dolore che si vuol mitigare con tante cazzate del tipo “doveva andare così e basta”.

Da piccoli ci insegnano a essere gentili, a dire grazie e perfavore e se si pensa qualcosa di poco carino meglio il silenzio a una risposta  scortese. Ci insegnano a dire le preghiere e a prendere le vitamine. Tutto ciò porta alla repressione dei propri sentimenti e di conseguenza ai rimpianti. Mai soffocare la propria indole. Se ciò avviene ci si sente sotto pressione e non ci si rispetta. Mai farlo!   

Se prendiamo una decisione e non è quella giusta? Io quando agisco bene mi sento bene. Altre volte quando agisco bene non mi sento bene, ma tutt’altro! Anche quando si fanno le scelte giuste può essere tutt’altro che giusto.

Noi possiamo soltanto aspirare, fare le cose giuste un giorno ci farà sentire bene, e quando facciamo le cose sbagliate?  ci sentiamo molto meglio! 

Abbiamo l’agiatezza a tutte le comodità, ma non abbiamo tempo per l’integrità. Si, l’integrità che a molti individui manca.  Forse per codardia o  forse perchè si decide di stare aldilà della barricata.  Ma certo perchè investire nei sentimenti, nei rapporti umani? Perchè! Mi impegno per poi avere cosa in cambio? Questo è il modo di pensare di tutte quelle persone che si fanno forti dietro alle loro barricate. Si perchè è molto più semplice non impelagarsi con tutte stè pippe mentali dell’amicizia, dei rapporti sentimentali che durano tutta la vita. Si quegli individui che perdono il loro tempo con queste baggianate, com’è che li chiamano? ah già ..le chiamano PERSONE VERE 

Le persone che ci amano per davvero, non giudicano e vanno oltre le apparenze anche quando, un dì qualsiasi, facciamo le bizze per un motivo o per l’altro. Non fanno domande idiote, ma ci porgono una tazza di caffè e ci stanno accanto in silenzio. Un silenzio intriso di parole. Questi sono gli amanti, gli affetti, gli amici.

 

  (PLB)

CARAMEL

 

 Un film di Nadine Labaki. Genere Commedia. Produzione Francia-Libano 2007.

Beirut. Un gruppo di donne lavorano in un istituto di bellezza. Caramel è l’impasto cotto di zucchero, limone e acqua usato come ceretta depilatoria in Medio Oriente.

Layale, “cristiana”,  innamorata di un uomo sposato.

Nisrine sta per sposarsi con un musulmano, ma non sa come dire al fidanzato che ha già perso la verginità.

Rima prova attrazione per una donna.

Jamale, lasciata dal marito per una più giovane, nega la vecchiaia e nasconde la menopausa.

Rose che ha sacrificato i suoi anni migliori e i suoi amori per occuparsi della sorella Lili.

Donne Libanesi in un mondo combattuto tra Oriente e Occidente in cui si cerca un equilibrio delicato, ma tenace. Si cerca un’identità, costituita da un mix intelligente dei due Mondi. Il messaggio politico insito del film è quello di un popolo, che nonostante l’occupazione,  vuole vivere una vita normale fatta anche di routine.

Si parla di omosessualità, di follia, di donne che vogliono ritrovare chirurgicamente la propria verginità. Questi argomenti nella società Libanese vengono vissuti di nascosto e di conseguenze  le donne vivono la loro emancipazione tra le quattro mura casalinghe.

Il contesto: l’autorità militare   che porta in caserma una coppia perché sosta in macchina per strada;  gli alberghi -per legge- richiedono i documenti per provare che si è sposati; l’omosessualità che resta un tabù.

Il tema metaforico dell’estetismo : curarsi fuori per  migliorarsi dentro porta noi donne alla sincerità più disarmante!

(PLB)

 

 

 

Un tocco di zenzero

 

 

 

Un film di Tassos Boulmetis. Genere Drammatico. Produzione Grecia-Turchia 2003.

 Questo è un film in cui gli odori del cibo genuino, il mangiare e il bere hanno un peso fondamentale sui rapporti umani esistenziali e sentimentali. Il cibo è qui mezzo di comunicazione e metafora di vita. Questa è la storia di  Fanis, ragazzo della comunità greco-ortodossa di una Istanbul, piena di profumi d’Oriente, che alla fine degli anni “50″ trascorre il suo tempo nella bottega del nonno, proprietario di un negozio di spezie nonchè appassionato di astronomia , e si invaghisce della coetanea Saima . Fanis è costretto a lasciare la Turchia e a trasferisi in Grecia per via della crisi politica fra i due paesi, lasciando le cose che ama di più al mondo, la ragazza e il nonno da cui erediterà la passione per la gastronomia. 

 Ho visto questo film ed è stato amore a prima vista…si dice così vero?  Storia impregnata di nostalgia, in cui non si tralascia il contesto storico-politico. Una storia molto delicata e poetica, un viaggio tra storia e storia privata in cui quel pizzico di agrodolce porta all’accentuare i sentimenti delle persone.

Senza l’arte culinaria la realtà sarebbe crudele!

 

(PLB) 

 

 

 

 

 

 

 

Di  Timur Bekmambetov, Genere Fantastico del 2004.

Ambientato nella Mosca contemporanea umani dai superpoteri e vampiri  si affrontano per mantenere la tregua tra le forze della Luce e le forze delle Tenebre.  Tratto dall’omonimo lbro di Sergej Luk’janenko questo film tratta il destino dell’umanità in bilico su un delicato equilibrio tra il bene e il male, ma questo destino è ora in pericolo.  Nel Bene vive il Male, nel Male si annida il Bene. Il libero arbitrio dell’uomo nelle scelte di vita, è proprio questa peculiarità dell’uomo che affascina lo spettatore. Perchè? 

Perchè ogni individuo nel corso della propria vita fà delle scelte, importanti e meno importanti, che inesorabilmente andranno a creare quel solco che tutti noi chiamiamo storia personale.

 

 

 

 

 

 

 (PLB)

 

 

 

 

 

 

Articoli precedenti »